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Tenuta Sant’Agostino a Solopaca: vinificare in anfora per raccontare il territorio

Dal Sannio beneventano, tra il fiume Calore e il monte Taburno, arriva una storia vitivinicola che parla di biologico, recupero di vecchi filari ed antiche anfore di terracotta: Tenuta Sant’Agostino.

Il più antico dei contenitori, per realizzare il vino più moderno che c’è. Arriva da Solopaca, in provincia di Benevento, la storia di Tenuta Sant’Agostino: una storia giovane che è riuscita a bilanciare recupero e modernità. Nel 2013, Carlo Ceparano ripristina l’antica vigna di famiglia – da tempo in stato di abbandono – per riportare nel calice le uve dei suoi ricordi. Decide, però, di attenersi alle regole di una agricoltura biologica e di consegnare una vinificazione fatta di qualità e non di grandi numeri.

<<Il mio è un recupero dell’antico, ma con tecniche moderne. Del resto, anche se abbiamo le terre di famiglia, non nasciamo vignaioli, è stato necessario il parere di esperti non solo di vino, ma di anche di suolo. Avevo bisogno di capire se potevo effettivamente recuperare, avevo tra le mani dei terreni già esausti o ancora produttivi? Insomma, avevo bisogno di capire se da quei terreni sarei riuscito a tirare fuori qualcosa che avesse la forma dei miei sogni. Tra sperimentazione e ricerca, oggi in squadra abbiamo anche l’enologo Vincenzo Mercurio e possiamo dirci più che soddisfatti>>.

Parliamo di terreni argillosi e sabbiosi, ricchi di quei ciottoli del fiume Calore che scorre proprio accanto ai vigneti. Sant’Agostino è il nome prescelto, lo stesso di suo padre e poi un logo che racconta vigneti e territorio: ci sono i sassi e c’è il fiume.

<<Dobbiamo tanto alla natura e, pur nell’impegno della nostra produzione, vogliamo ascoltarla come unica strada possibile.>>

Ci collochiamo a Solopaca, nel Sannio beneventano, tra il fiume Calore ed il monte Taburno. Collocazione doverosa da farsi, perché là dove si è spesso puntato sulla quantità, le scelte di Tenuta Sant’Agostino suonano aliene. Mentre l’utilizzo delle anfore di terrracotta, utilizzate per la maturazione dei vini – al posto di serbatoi di acciaio e botti di legno – appare una deviazione affatto slegata dalla ratio generale. <<L’anfora di terracotta significa operare il più possibile in accordo con la natura, è stata la conseguenza logica di tutto il nostro ragionamento: conservare ed esaltare i profumi ed i sapori del luogo, uve in primis.>>

La vinificazione in anfora

Né moda, né tantomeno novità. <<Le anfore, qui da noi in Italia, erano già largamente utilizzate ai tempi dei Greci e degli Etruschi. La terracotta è un elemento naturale, di certo non l’abbiamo scoperto noi. A proposito di bottiglie, puntavamo a fare piccoli numeri, ma di qualità. Sul metodo, evitando di cedere al vino sapori terziari (legnosi, balsamici, speziati), ma esaltando profumi primari di fiori bianchi, di agrumi, cercando di rendendoli intensi e complessi. Dunque, il nostro è stato un ritorno alle origini, una ricerca ed una esaltazione di questa bella porzione di Campania.>>

Le etichette di Tenuta Sant’Agostino

tenuta sant'agostino

Bucce d’Uva

Beneventano Bianco IGT, uve malvasia e trebbiano. Ha un core giallo dorato con importanti riflessi ramati. Morbido, piacevolmente fruttato fino a regalare sensazioni di agrumi canditi. Macerato con le bucce per otto mesi in anfora di terracotta rivestita di cera d’api. Ottimo con l’ultima parmigiana di melanzane di stagione.

VentiVenti

Trebbiano toscano per questo Beneventano Bianco IGT. Giallo paglierino, viene lasciato affinare per tre mesi in anfora di grès porcellanato. Profuma di ginestra e di fieno, ricorda la susina e gli agrumi, insomma, una bella interpretazione di Trebbiano, con un’importante nota sapida che ben se la gioca con la quantità di freschezza espressa. Si abbina a meraviglia agli spaghetti con le vongole, senza andare troppo lontano con le idee.

Scomposto

Benventano Bianco IGT, con uve malvasia in purezza. Affinato per dieci mesi in anfora di terracotta rivestita di cera d’api. Dorato, profumato di rosa canina e di pesca, ha un sorso elegante e deciso, con un lungo finale che non dimentica piacevoli accenni speziati. Si è rivelato perfetto accanto a del pollo al curry.

Attoprimo

Beneventano Rosso IGP, uve aglianico e lambrusco. Viene affinato per tre mesi in anfora di terracotta rivestita di cera d’api. Si esprime in uno sgargiante color rosso rubino, dagli intensi profumi di frutta rossa matura e di lamponi. Sorso teso e vellutato, in maniera molto classica, l’abbiamo testato con carne rossa e cottura al sangue.

Info utili

Tenuta Sant’Agostino

Via Cupa, 8

82036 Solopaca (Bn)

Il sito

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