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Satricvm: il viaggio nel Mediterraneo con Ulisse

satricvm

Creatività, non solo in cucina, ed esaltazione del Mediterraneo. Queste le parole chiave di Satricvm che, per l’estate, ripropone in chiave gastronomica il viaggio verso casa dell’eroe omerico.

Satricvm si presenta così, un luogo di gusto in un contesto che negli ultimi anni ha visto sorgere tante realtà ristorative importanti, stellate e non, ma che solo qui ha conosciuto il vero avamposto di coraggio della provincia di Latina. Aperto nel 2010 da Maximiliano Cotilli (in arte Max) e la sua Sonia Tomaselli, sommelier e volto di sala del ristorante, Satricvm ha trasformato un luogo nascosto e poco frequentato – la frazione de Le Ferriere sulla Strada Nettunense 1227 – in una meta di riferimento per appassionati di cucina fine dining e non.

Il ristorante

All’ingresso esterno, un giardino dalle influenze orientali con alcuni funghi a grandezza uomo preannunciano l’atmosfera rigorosa, elegante ma favolistica del locale. All’interno si trovano ambienti dal design curato pensati e disegnati centimetro per centimetro dallo chef che, come dice Sonia, “è molto creativo e non solo in cucina”.

La modernità e la naturalezza dei materiali utilizzati, ardesia, ferro e legno, creano una cornice minimalista che fa da contraltare alle decorazioni grafiche e scenografiche del menu estivo del 2024, Odissea, una ricostruzione in chiave gastronomica del viaggio di Ulisse che mette insieme, in una stessa mappa di sapori, tutto il bacino del Mediterraneo più la fantasia e l’estro in cucina di Max.

L'”Odissea” di Max Cotilli

Una cartina delle tappe del viaggio dell’eroe omerico su un supporto di legno viene lasciata al tavolo, sul retro nasconde le due opzioni di menu, o le tappe viaggio di chi si siede alla tavola di Satricvm: Nessuno (cinque portate) e Itaca (otto portate). In ogni caso però è possibile scegliere singole portate senza dover attingere da una carta diversa ma curiosando e lasciandosi sedurre tra i piatti del menu.

Le portate sono introdotte da un inizio metaforico, l’ingresso in scena, a tavola, di un cavallo di legno che ha poggiate sui fianchi chips di melanzana essiccate, di carbone vegetale e di patate, la portata si chiama Tutto partì da Troia. Ad accompagnare i croccanti rivestimenti del cavallo tre salse Taramosalata, Mandorla fermentata e Melanzana bruciata. Ma la vera sorpresa è quando si comincia a mangiare la sella di cialda alla farina di ceci e semi che nasconde un boccone di hummus racchiuso in un’ostia che ha rappresentati Ulisse e i suoi soldati introdotti come nel poema omerico al centro della scena e della città inespugnabile.

Seguono questo incipit insolito e divertente Nettuno, un calamaro scottato su sassi bollenti adagiato su di una panna cotta di critmo accompagnato da carne essiccata di cavallo a sfilacci, ma anche Circe una pita greca ripiena di tonno e condita con erbe spontanee. La pita rappresenta artisticamente, vista di lato, il profilo di una donna, la maga Circe che ben simboleggia uno dei panorami della zona, la montagna del monte Circeo poco distante da Satricvm. Ad accompagnare Circe, perché narrazione si rispetti, anche una terrina di cochon che riproduce la forma appunto del maiale.

Il primo, fondamentale nel menu qui è Penelope, una trama di fili sottili di farina di lino cuciti insieme in un impasto di “stoffa” intrecciata dallo chef che ricorda i filindeu sardi. A condire questo formato di pasta originale e ispirato alla tela che Penelope intrecciava e smontava scampi, feta greca e tzatzichi, in un abbinamento sorprendete e pieno di gusto che premia lo chef per l’azzardo di aver voluto (e pensato) di abbinare la feta e lo tzatzichi ad un primo piatto. Ancora Iperione, un piatto che come stoviglia ricorda un osso scavato al cui interno troviamo carne di vaca veja, limone arrosto e melange-med, un misto orientale che trasporta nelle atmosfere del Mediterraneo più lontano e orientale. A chiudere il pasto dopo il dessert Le colonne d’Ercole riempie la tavola un tripudio di assaggi golosi e giocosi, qualcosa che non lascia immaginare altro se non le altezze dolcissime dell’Olimpo.

Il pasto è accompagnato in parallelo dall’abbinamento al calice pensato da Sonia Tommaselli che per il pairing non limita la scelta al vino o all’Italia. Si va infatti da bottiglie di bianco della vicina isola di Ventotene fino ai bianchi di Grecia, da qui si passa a rossi di produzione turca, passando per il Gin tonic realizzato con gin locale (Bufalo Gin) e anche al vino dolce.

Viaggi in calice per onorare una tavola che non è mai banale e che vuole far sognare altri luoghi e atmosfere altre a chi vi si approccia.

Info utili

Satricvm
Strada Nettunense 1227 – Le Ferriere, Latina
Tel: 0773 176 2252

Sito
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