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Raffaele Lenzi: “il benessere degli ospiti è la nostra priorità, soprattutto ora”

Raffaele Lenzi

Raffaele Lenzi, braccio destro di Berton e chef di Berton Al Lago, ci racconta come vede l’estate sul Lago di Como.

Raffaele Lenzi, classe 1984 e di origine napoletana, ha quasi 20 anni di esperienza nell’industria della ristorazione. Braccio destro di Andrea Berton, con il suo ristorante sul Lago di Como. Londra, New York, Roma, Valencia, il Giappone e Milano. In particolare lo ricordiamo nelle cucine di Elio Sironi al Bulgari di Milano, da Pino Lavarra al ristorante Rossellinis di Ravello e da Stefano Baiocco Villa Feltrinelli sul Lago di Garda. Nel 2018 ha conquistato l’ambita stella Michelin alla guida de Il Sereno a Torno (Como), sulla sponda orientale del Lario.

Noi lo abbiamo incontrato e ci ha raccontato la sua visione per il futuro.

Come ti senti dopo un anno di lockdown? Tre aggettivi per descriverti.

“IMPAURITO (più che per la mia incolumità, per quella della mia famiglia), VOGLIOSO (di continuare a raccontare che il cibo è parte integrante della nostra vita), DETERMINATO (di continuare a coltivare sogni e portare avanti progetti lasciati in sospeso)” .

E tre aggettivi per descrivere il mondo della ristorazione ora?

“SPAESATO, NERVOSO ma molto DETERMINATO. Questo anno il settore è stato veramente messo alla prova. Si è trovato ad affrontare una situazione veramente complessa che ha lasciato tutti spaesati. Ma sono certo che il settore ritornerà a lavorare con determinazione e passione”.

Raffaele Lenzi

Per quest’anno e per il prossimo, come sta cambiando e cambierà il mondo della ristorazione?

“I veri problemi a mio avviso si vedranno alla fine del 2021. Tanti ristoranti saranno sommersi da debiti e non credo riusciranno ad andare aventi senza aiuti seri e sostanziali dallo Stato italiano. E questo è veramente molto preoccupante, dato che si tratta di un settore che è stato molto colpito dalla pandemia”.

Percepisci voglia di tornare al ristorante anche sul Lago di Como?

“Sì, un enorme voglia di ritornare a mangiare fuori. Ormai dopo più di un anno in condizioni mai viste prima, l’uomo ha la necessità di tornare
a una vita normale, fatta di condivisione e vicinanza umana. Di incontrare persone e di vivere esperienze. Si è visto questo aspetto appena è stato possibile muoversi. I clienti più affezionati hanno subito chiamato: il bisogno di evadere e di ritornare a una vita normale si fa sentire anche nei conti del ristorante”.

Quali sono le soluzioni alternative che hai trovato in questo anno e nel 2020?

“Con molta onestà pochissime; ho sempre creduto che il ristorante e quindi il nostro hotel sia un luogo dove uno deve trascorrere del tempo piacevole. Quindi sia prima della pandemia e ora in particolare, il mio approccio è quello di cercare di far star bene i nostri ospiti. La proprietà de Il Sereno Hotel è molto attenta al benessere degli ospiti sotto ogni punto di vista”.

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