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Lume: il nuovo ristorante dello stellato Luigi Taglienti

E’ a Milano ed è bianchissimo, illuminatissimo, elegantissimo: quasi a fare da contraltare al complesso industriale nel quale sorge. Due menu degustazioni (uno tradizionale e un altro più creativo) e piatti di ricerca abbinati alla birra

Dalla sua prima stella Michelin, in quel di Cuneo con il ristorante Antiche Contrade di Cuneo alle esperienze luxury di Trussardi alla Scala e Palazzo Parigi, a Milano. Fino all’apertura, ora, sempre nel capoluogo meneghino, di Lume, la sua creatura: uno spazio bianchissimo e illuminatissimo, quasi a fare da contraltare al complesso industriale nel quale sorge, in via Watt 37, zona Naviglio Grande, laddove un tempo produceva l’ex fabbrica Richard Ginori.

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Il 37enne chef di Savona Luigi Taglienti ha trasformato in un autentico gioiello quest’angolo “factory” milanese con un locale che «come una farfalla» (copyright dell’architetto Monica Melotti che l’ha progettato) si presenta con due ali intorno alla cucina a vista con gli ampi vani inebriati dalla luce del giorno che filtra dalle ampie vetrate e dal giardino interno.

Arredi minimal, moderni ed elegantissimi fanno da cornice a una cucina sontuosa, frutto di ricerca e sperimentazione (e bella anche da vedere per via di una mise en place semplicemente perfetta) basata su due menu degustazione: uno di 7 portate, vicino alla tradizione milanese, un altro di 12, più creativo.

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Ma la novità più rilevante, specie nel panorama all’ombra della Madonnina, è l’accostamento ardito dei piatti con le birre, da anni al centro degli studi gastronomici di Taglienti. Le specialità dello chef ligure sono abbinate alle neonate Moretti: la Grani Antichi e la Lunga Maturazione, che si sono aggiunte a Birra Moretti Grand Cru, formando la selezione riserva.

Presenti nella carta anche l’immancabile cavallo di battaglia rappresentato dall’ “Ossobuco alla Taglienti”, oltre a classici come il “Bianco e nero di seppia” e ai consigliatissimi “Cipolle con maracuja e cardamomo” e “Macaron al gorgonzola 100 giorni e caffè”.

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